Ecco perché se sei un vero freelance devi assolutamente avere una partita IVA

Se sei su freelanceboard.it, sicuramente vuoi “mettere sul mercato” la tua professionalità. Vuoi vendere le tue capacità. 

Ma come farlo? Ti faccio subito un esempio.

Io, gestendo freelanceboard.it, spesso mi ritrovo con dei compiti che né io né il mio staff riusciamo a fare. Non li riusciamo a fare o perché non abbiamo il tempo necessario, oppure perché ci troviamo di fronte ad un compito che richiede una competenza che non abbiamo. 

In altre parole: ci serve un professionista che lo faccia per noi. 

Quindi sai cosa facciamo? Semplice… ovviamente andiamo su freelanceboard.it e lì troviamo un’ampia scelta di professionisti. 

Ma chi scegliere?

Secondo te, sceglieremo un professionista con una partita iva oppure chi non ce l’ha?

Sembra una domanda retorica vero? Già… sceglieremo chi ha una partita iva. E questo per diversi motivi. 

Te ne elenco i più importanti:

Freelance senza partita IVA

  1. Se non hai una partita iva, significa che svolgi la tua attività in maniera occasionale e saltuaria. In pratica sei più un hobbista che un professionista.
    Sinceramente non voglio affidare i miei soldi e soprattutto un mio progetto a chi lo fa per diletto.

Tra l’altro, sicuramente non hai nemmeno un numero sufficiente di clienti per aver maturato una certa professionalità. E quindi come fai ad essere ritenuto un professionista credibile? Te lo dico io: non puoi.

  1. Se non hai una partita iva, in fondo in fondo, significa che pensi che le tasse sono troppo altre, che regolarizzare la tua posizione costa troppo. In altre parole: non credi in quello che fai, non credi in te stesso.
    E quindi… perché mai dovrei io credere in te?
  2. Se non hai una partita iva, mi metti in una posizione scomoda quando compro da te. 

Dico questo perché mi costringi a prendere la tua ricevuta cartacea, farla avere al mio commercialista (a differenza di tutte le altre fatture ormai elettroniche che gli arrivano in automatico); e in più il mio commercialista mi deve preparare un apposito modello F24, con il quale dovrò recarmi in banca per pagarlo.
Tradotto: un bel po’ di seccature in più.

In pratica, pago per avere dei problemi in più… il che immagino capirai benissimo non è ammissibile. Perché in genere, le persone comprano un servizio per semplificarsi la vita, NON per aver problemi extra. 

Quindi ricordati sempre:

professionista = partita iva
partita iva = maggiore fiducia

La fiducia tra un cliente e il freelance con partita IVA

Perché alla fine è tutta una questione di fiducia. Qualcuno comprerà da te, se e solo se, tu sarai in grado di generare sufficiente fiducia nei suoi confronti. 

Ecco perché aprire una partita iva è il primo passo da compiere. 

Qual è la migliore soluzione per un freelance alle prime armi che vuole aprire una partita iva, senza troppi problemi? Risposta secca:

Il regime forfettario

Fidati, è la soluzione in assoluto migliore…

…se fatturi meno di 65.000,00 euro all’anno;

…e se svolgi un’attività dove vendi la tua professionalità. Cioè se sei un freelance puro. 

Ora, non mi dilungo su cos’è o su cosa non è questo regime forfettario. Basta che digiti su Google “regime forfettario” e troverai tutte le informazioni che ti servono. 

Invece mi voglio concentrare su un aspetto molto importante, che ti permetterà di risparmiare sia tempo che soldi (sei all’inizio della tua carriera, se puoi “limare” un po’ le spese, ben venga!).  

Mi sto riferendo al fatto di capire che differenza c’è tra un commercialista tradizionale e un commercialista online. 

Fino a qualche anno fa, sceglievi un commercialista in base a qualche “raccomandazione” di qualche tuo amico o del cugino di turno. Oppure sceglievi quello che era più vicino a casa tua. 

Il più delle volte, accettavi il suo servizio a scatola chiusa. Accettavi la sua parcella, solitamente dai 500,00 ai 1.000,00 euro in base a quanto famoso era lo studio del commercialista. E tu potevi considerarti a tutti gli effetti un regolare professionista generatore di fatturato. 

Ti saresti confrontato con il tuo commercialista, tre, quattro volte all’anno (al massimo). Sempre e solo per la consegna dei modelli per pagare tributi e tasse.

Oggi giorno, non è più così. Grazie alla diffusione dei servizi su internet, puoi avere addirittura un commercialista a centinaia e centinaia di chilometri da te. Perché intanto ti seguirà esclusivamente online. E credimi che non fa nessuna differenza. 

Anzi, ti costerà sicuramente di meno, e nella maggior parte dei casi ti offrirà un servizio e una consulenza migliore rispetto al commercialista tradizionale. 

Ti darà risposte più veloci, ti darà consigli mirati, sarà in pratica più ben disposto nei tuoi confronti. 

Tutto questo perché una volta che come commercialista sei online, sai benissimo di avere più concorrenza e quindi fai di tutto per dare un servizio veramente eccellente ai tuoi clienti. 

P.S.: in questo articolo abbiamo parlato anche di specializzazione. Ricordati: se ti specializzi in un determinato ambito hai più chance di essere scelto dalla tua nicchia di clienti in target. Ma di questi aspetti te ne parlerò fra 7 giorni nel secondo articolo della nostra rubrica “Diventa il miglior freelance possibile”.