L’Italia è la patria del caffè, nonché il Paese in cui viene consumata la maggior quantità di caffè espresso al mondo: basti pensare che l’80% degli italiani dichiara di non poter rinunciare al piacere di un espresso al bancone del bar. Insomma, stiamo parlando di un vero e proprio must, che accomuna tutti, compresi dipendenti e lavoratori autonomi, i quali credono ciecamente nella capacità rigenerativa della cosiddetta pausa caffè. Un rituale che accomuna qualsiasi azienda o luogo di lavoro: la sosta al distributore automatico o alla macchinetta del caffè è un vero piacere, impossibile negarlo, soprattutto se al gusto deciso e all’aroma inebriante di un buon caffè si aggiunge il piacere di scambiare due chiacchiere con amici e colleghi. E se inizialmente la pausa caffè non era vista di buon occhio da stakanovisti e datori di lavoro, convinti si trattasse soltanto di una perdita di tempo, oggi le cose sono cambiate radicalmente. Di recente, infatti, la pausa caffè è stata abbondantemente rivalutata, alla luce degli evidenti benefici che una piccola sosta dal lavoro può garantire in termini di focus e produttività.

Pausa caffe ufficio e smartworking

Italiani caffè dipendenti – anche in’ ufficio

Il popolo italiano, si sa, ama il caffè e pare non poterne proprio fare a meno: a berne almeno uno al giorno è il 97% degli italiani, che si tratti di espresso, cappuccino, americano o macchiato. È quanto emerge da uno studio effettuato nel 2018 dell’Osservatorio De Longhi. Il continente europeo risulta il primo consumatore mondiale, mentre l’Italia figura al primo posto per consumo di caffè espresso e al nono in termini di valore pro capite annuo, con un totale di ben 5,6 kg di caffè. In media, gli italiani bevono quattro caffè al giorno, di cui almeno uno in ufficio e uno al bar, suddivisi tra colazione, metà mattinata e primo pomeriggio.

Consumo caffe: sud Italia vs. nord Italia – chi la spunta?

Naturalmente, le differenze tra nord e sud non mancano: se nel Mezzogiorno il caffè viene consumato soprattutto espresso, nella versione normale con aggiunta di zucchero, al nord guadagnano terreno l’espresso lungo o shakerato e le versioni speciali con amaretto, ginseng e liquore alla vaniglia. Inoltre, il 78% delle donne preferisce il cappuccino e il caffè macchiato, al contrario degli uomini, che nel 77% dei casi bevono espresso ristretto o lungo. Sono moltissimi gli uomini che prendono il caffè anche a tarda notte. Infine, buona parte degli italiani predilige ancora la preparazione con la moka classica (87%) e utilizza il caffè macinato. Segue il caffè in capsule, che sta rapidamente prendendo piede nel nostro Paese, a differenza di quanto accade per il caffè in grani, che rappresenta ancora una nicchia.

Tutti i benefici della tanto sospirata pausa caffè

Una breve pausa dal lavoro garantisce la possibilità di “staccare” la spina per qualche minuto, di ricaricare le batterie ed affrontare meglio la seconda parte della giornata. Vista in quest’ottica, la pausa caffè diventa un momento necessario, in grado di migliorare la produttività e l’attenzione. E a supportare tali teorie intervengono parecchi studi scientifici, i quali hanno dimostrato il valore del coffee break, sottolineandone diversi benefici. I più evidenti? Eccoli elencati di seguito.

  • La possibilità di socializzare con conoscenti e colleghi e migliorare il feeling con il proprio team, aiuta a rafforzare le relazioni sociali e a creare un ambiente di lavoro più disteso e rilassante
  • Il caffè contiene quantità non trascurabili di caffeina, sostanza energetica in grado di stimolare la corteccia cerebrale, migliorando l’attenzione e la concentrazione
  • Chi lavora al computer, può rilassare occhi e vista, con evidenti benefici in termini di salute
  • Incontrare di tanto in tanto i colleghi al distributore automatico o alla macchinetta del caffè permette di creare una migliore intesa, spesso fondamentale per aggirare le difficoltà lavorative
  • Gli ultimi arrivati possono beneficiare di questo momento per inserirsi più facilmente nel team e creare legami solidi. Sono le situazioni informali, come la pausa caffè, a cementare i rapporti e a far cadere il velo di diffidenza dipeso dall’atmosfera formale tipica dei luoghi di lavoro
  • Lasciare per qualche minuto la propria scrivania, scambiare due chiacchiere con un collega e bere qualcosa, è utile per allentare le tensioni e dissipare il nervosismo accumulati durante la giornata di lavoro; grazie alla pausa caffè, è possibile tornare più rilassati alle proprie attività quotidiane
  • La pausa caffè può trasformarsi in un momento utile per fare il punto della situazione su questioni lavorative ed aziendali
  • Essendo un momento distensivo, è possibile impiegare il momento della pausa caffè per raccontare qualcosa di sé ad amici e conoscenti, pratica che permette di alleviare lo stress e ridimensionare determinate difficoltà
  • Alzarsi dalla sedia e fare due passi consente di migliorare la circolazione sanguigna ed alleviare il carico sulla schiena, con effetti positivi sulla salute generale

Il caffe favorisce la produttività

La produttività di una persona è legata soprattutto alla sua capacità di mantenere viva la concentrazione nel tempo; dopo due o tre ore di lavoro, incappare in un calo dell’attenzione è pressoché inevitabile, pertanto la pausa caffè consente al cervello di ripristinare le capacità perdute. Va detto anche che una piccola pausa dal lavoro è responsabile del celebre Effetto Zeigarnik, che consente di ricordare meglio doveri ed obiettivi da portare a termine rispetto a quelli già completati. Il cervello umano, infatti, è spinto da una voglia inconscia e primitiva di portare le azioni intraprese a compimento; desiderio che diventa ancora più forte nel caso dei compiti interrotti per cause esterne, i quali tendono ad assumere le caratteristiche di una necessità non soddisfatta.

Scrivania caffe ufficio e smartworking pausa

L’angolo del caffè in ufficio

Compresa l’importanza di questo momento, che potremmo definire speciale, non resta che allestire (qualora mancasse) uno spazio appositamente dedicato alla pausa caffè all’interno del proprio ufficio o della propria abitazione, nel caso di coloro che lavorano in smart working. L’ideale è riservare un’area dedicata, quanto più informale e confortevole possibile, magari dotata di sedute comode e arredata con colori rilassanti, nella quale si possa staccare la spina e sentirsi a proprio agio. Dopo aver allestito la stanza, sarà necessario attrezzarla con una buona macchina per il caffè. Varrà la pena optare per una macchina vera, piuttosto che per un semplice distributore automatico: a beneficiarne saranno il sapore e gli altri sensi, ma soprattutto, la soddisfazione dei dipendenti. È preferibile acquistare una macchina a cialde o con capsule e puntare, quindi, sulla qualità e non soltanto sulla comodità e sulla velocità di erogazione. Tuttavia, la scelta più importante resta quella del caffè: i benefici appena elencati diverranno nulli nel caso di un caffè pessimo! E se la scelta dovesse ricadere, invece, sul bar vicino all’ufficio? Certo, il caffè al bar non offre gli stessi benefici in termini di comodità e opportunità di scambiare battute e punti di vita con i colleghi, ma permette ancor di più di liberare la mente dai pensieri e ripristinare la capacità di attenzione e il desiderio di mettersi in gioco.