Pensare a una tariffa oraria freelance per posizionarsi sul mercato

Non ami lavorare a progetto e pensi che fissare una tariffa oraria freelance sia la soluzione migliore per organizzare il tuo lavoro con più clienti, ma anche per guadagnare bene? In questo articolo capirai come fissare delle tariffe eque e spendibili sul mercato. È un testo pensato per tutti i freelance a prescindere dalla professione, quindi prendi carta e penna per poi confrontarti con un commercialista online e chiedere tutte le informazioni sull’argomento.

Mai sottovalutarsi: la tariffa oraria parla di te come freelance

Imparare a dare il giusto valore al proprio lavoro non è cosa semplice e sono tanti gli elementi da considerare prima di proporsi con un tariffario equo e adatto per mantenere la partita iva. Se hai appena iniziato la tua carriera freelance e non sai come muoverti con preventivi e quotazioni ai clienti, non spaventarti. Prima di creare una tua griglia con diverse fasce di prezzo, informati su come funziona sul mercato e su come si comportano i tuoi colleghi. Il rischio, infatti, è quello di fare delle tariffe in cui svaluti il tuo lavoro e la tua professionalità. Perché anche se per te è tutto nuovo, questo non significa che tu sia poco esperto o non preparato. In più – cosa molto importante – ci sono delle soglie di prezzo sotto cui non si deve mai scendere, per diversi motivi.

Svalutarsi equivale a dire sottovoce che non si è abbastanza bravi, denota insicurezza e dà potere al committente. Svalutarsi significa anche non credere in quello che si fa. La tariffa oraria da freelance a cui devi pensare deve essere equa, proporzionata al carico di lavoro che devi svolgere, al tuo impegno, onesta in base a quello che proponi. Questo discorso vale a prescindere da quanta esperienza tu abbia nel settore, perché riguarda il rispetto del lavoratore in quanto tale.

Come fare un calcolo orario: i fattori che incidono sulla tariffa

La prima domanda che devi farti prima di pensare a una tariffa oraria riguarda il carico di lavoro sul progetto. Ci sono alcuni fattori che devi considerare e possono aiutarti a non svalutarti. I più importanti li trovi in questo elenco, utili per farti una serie di domande:

  • Il tempo: quanto pensi di dedicare al progetto in ore? Se sai già fare una stima sei già un passo avanti.
  • L’esperienza: quanta esperienza e conoscenza hai in base al progetto di cui ti devi occupare? Farti questa domanda ti aiuterà a capire se hai bisogno di più tempo per documentarti, studiare oppure se conosci bene il settore.
  • Eventuali costi per gestire il lavoro: dovrai spostarti in auto o con i mezzi pubblici per riunioni e incontri aziendali? Dovrai acquistare strumentazione che non hai? Sono solo due delle domande che ti aiutano a capire se il lavoro da svolgere comprende anche dei costi da considerare in fase di preventivo.

Come calcolare la tariffa oraria da freelance e far rendere la propria attività

Nel momento in cui prepari la tua tariffa oraria, ricorda che sei una partita Iva con delle imposte da pagare. Sia che tu sia in regime agevolato come il regime forfettario, sia che si tratti di partita Iva ordinaria, ogni compenso che fai al committente non è netto ma devi togliere la percentuale delle imposte da pagare. Non dimenticare mai questo aspetto, perché corri il rischio di lavorare sotto prezzo.

Altro aspetto che devi considerare prima di fare il calcolo riguarda la tua professionalità. Che cosa dai di concreto al progetto di cui ti dovrai occupare? Quali sono le competenze specifiche che ti consentono di fare la differenza rispetto a un tuo collega? L’azienda che ti sceglie paga anche questo, il tuo essere diverso, la tua capacità di distinguerti. Ovviamente la professionalità si conquista nel tempo, dopo anni di formazione e studio e tanta esperienza sul campo, ma se non sei agli inizi è un elemento che devi considerare per fare un calcolo onesto e professionale allo stesso tempo.

Terzo aspetto da prendere in considerazione è la responsabilità che hai su quel progetto. Questo conta sia nei lavori tecnici, come il professionista che si occupa di una traduzione online, sia nei lavori più creativi, come quello di un graphic designer o di un copywriter freelance.

Un’idea per fare il calcolo orario

Ora che hai valutato le cose più importanti, sei pronto a simulare una tariffa oraria. Puoi partire con un obiettivo di fatturato annuale da suddividere poi durante i mesi. Ti facciamo un esempio. Vorresti dei guadagni netti dai 1500 euro in su? Ecco, calcola quante ore lavorerai al giorno, mettiamo il caso 6 ore, che se non lavori nel weekend, corrispondono a 30 ore alla settimana e a 12,50 euro all’ora.

12,50 X 6 sono 75 euro al giorno.
75 euro al giorno X 5 giorni sono 375 euro alla settimana, che portano a una fatturazione mensile di 1500 euro.

Ricorda: questo importo è netto, quindi devi aggiungere almeno il 30% per le imposte da pagare se sei in regime forfettario e quasi il 50 % se sei in altri regimi Iva, il che significa che il tuo compenso non può scendere oltre le 17 euro lorde all’ora. Questo è solo un esempio ma ti aiuta a mettere su carta il peso da dare al tuo lavoro e quanto sei disposto a perdere in termini di denaro se applichi ai tuoi clienti sconti o prezzi al di sotto del mercato.

Il calcolo orario è utile come idea di massima, per avere la soglia minima da dare al lavoro ma ricorda che in caso di collaborazioni importanti o durature, puoi applicare degli extra, e a seconda dell’attività da svolgere, puoi anche cambiare i tuoi obiettivi.

Insomma, avrai capito che essere avere una tariffa oraria freelance è solo una guida che ti aiuta a lavorare bene in fase di preventivi ma rappresenta un’idea di massima che può essere cambiata con elasticità in base al progetto, al cliente, alla durata del lavoro e anche alle tue ambizioni di business.