Un portfolio di referenze per aumentare la tua visibilità della tua esperienza

Nel 2020 le referenze sono ancora molto importanti per avviare la propria carriera da liberi professionisti. Sono ancora più importanti per chi lavora freelance, perché aiutano un’azienda o un potenziale cliente a selezionare tra più lavoratori autonomi, danno credibilità e fanno conoscere come si approccia ogni freelance al mondo del lavoro.

In questo articolo potrai capire nel dettaglio come preparare un portfolio che ti rispecchi e che mostri sul mercato il meglio di te. Ti spiegheremo anche quali aspetti devi curare e perché ne hai bisogno per inserirti come professionista.

Perché avere un portfolio professionale

Non tutti i liberi professionisti lavorano al proprio portfolio di referenze e i motivi sono diversi. Chi si è appena inserito nel mondo del lavoro potrebbe non avere ancora qualcosa di valido da mostrare; chi pensa non sia indispensabile far conoscere i suoi lavori o non lo reputa giusto per un discorso di privacy e chi, infine, si candida ai progetti attraverso il suo curriculum vitae.

Anche se ogni persona fa le sue valutazioni personali, come azienda ma anche in base all’esperienza che abbiamo sui liberi professionisti, sappiamo quanto sia fondamentale lavorare al proprio portfolio. Il cliente che ha bisogno di un freelance, infatti, sceglie a chi affidare un lavoro anche in base a ciò che vede, è un po’ un San Tommaso che ha bisogno di “toccare con mano” la preparazione e le competenze di chi deve scegliere.

È un concetto che spiega bene Robert Cialdini nel suo libro dedicato alla comunicazione persuasiva, dal titolo “Le armi della persuasione”. Nel suo libro spiega le diverse leve persuasive tra cui proprio la riprova sociale, utile per far conoscere, convincere un pubblico su quanto sai fare o sei preparato in base a quello che gli altri dicono di te. È conferire un’opinione positiva a una voce esterna autorevole che aiuti a conoscere meglio il professionista (ma anche un’azienda o un prodotto) e da utilizzare in ogni comunicazione legata al marketing. Anche le referenze sono quindi utili per consentire a un committente di fare una prima valutazione sui professionisti e quotarli in base ai lavori precedenti.

Cosa inserire e cosa evitare in un portfolio di referenze

È chiaro che in un portfolio non è possibile inserire tutto ma solo i progetti che ti rappresentano e che fanno capire al cliente le tue competenze. Punta quindi a mostrare i lavori migliori o quelli che ti hanno dato più soddisfazione, controlla se nel tempo ti rappresentano ancora e osa un po’ nella presentazione di ogni referenza.

Sii ambizioso ed evita di essere banale. Questo perché in una presentazione devi puntare al meglio, far conoscere la tua bellezza di professionista senza alcuna sciatteria. Cura ogni espressione che racconta di te, fai in modo di lasciare a chi legge una bellissima impressione come professionista, in cui si percepisce l’approccio al lavoro ma anche qualcosa sul tuo carattere.

4 consigli da tenere a mente prima di mostrare il tuo portfolio

Ed ora qualche consiglio su come mostrarti a chi ancora non ti conosce. Tieni a mente questi 4 consigli, utili per qualsiasi presentazione professionale che puoi personalizzare in base al tuo stile o ai tuoi obiettivi di business.

AGGIORNA IL PORTFOLIO NEL TEMPO

Ci sono referenze che restano negli anni, mostrano al meglio la tua professionalità, ma ce ne sono altre che non possono essere valide perché non ti rappresentano più. Sei cresciuto, hai cambiato il tuo approccio con i clienti o semplicemente non sei il freelance che eri quando hai aperto partita Iva anni fa. Ricordati sempre di questo aspetto e anche se non devi farlo ogni due mesi, presentati a chi non ti conosce con un portfolio aggiornato e pronto a raccontare il meglio di te oggi, in base alle competenze acquisite.

DAI AL PORTFOLIO UN TOCCO PERSONALE

Per abbattere la concorrenza, distinguerti e presentarti con strategia prepara un documento con un tocco personale che mostri il tuo stile. Mettiti nei panni dell’azienda che sta cercando un freelance a cui affidare un lavoro. Deve stupirsi, essere colpita da un professionista: sceglie anche in base alla relazione che può instaurarsi nella collaborazione. Questa sintonia si crea anche grazie all’impressione che dai di te nel tuo portfolio, a prescindere dal lavoro che fai.

RACCONTA IL TUO METODO DI LAVORO

Mostrarsi per quello che si è e per come si lavora a un progetto è la scelta più intelligente per non perdere tempo e lavorare solo con clienti che ti soddisfino. Ecco perché devi raccontare come lavori, quali metodi rendono una collaborazione vincente. Mostralo senza paura: parla di strumentazioni utilizzate, studi e formazione acquisita nel tempo. Fai conoscere già prima di essere scelto come lavori e perché.

SETTORIALIZZA IL PORTFOLIO E RENDILO STRATEGICO

Un portfolio deve essere strategico, far conoscere al cliente quello che puoi fare per un determinato settore. Che cosa significa nella pratica? Se per esempio sei un traduttore online, vuoi lavorare con grandi aziende e sei specializzato nella lingua tedesca e in quella inglese, fai conoscere tutti i lavori che hai fatto in quel preciso settore. È inutile che presenti referenze in altra lingua anche se sei competente.

E se non hai ancora un portfolio di referenze?

Se non hai ancora abbastanza lavori da mostrare, crea un portfolio immaginario, in base alle tue competenze. Attenzione, questo non significa mentire al cliente ma solo mostrare ciò che sai fare in base alla tua esperienza formativa, alle tue abilità, alla tua predisposizione al lavoro, anche quello in team. Ti facciamo un esempio per capire meglio. Hai partecipato a un corso in cui dovevi svolgere degli esercizi? Utilizza i compiti svolti per creare un portfolio oppure immagina dei clienti che non hai ancora ma che vorresti avere: come svolgeresti il lavoro? Mettiti all’opera, fingi di aver ricevuto un incarico su commissione. Insomma, fai palestra, anche senza clienti, per farti conoscere e far capire cosa sai dare in una collaborazione. Ti sarà utile per il futuro.